La formazione aziendale non deve necessariamente essere separata dal lavoro. In molti contesti, infatti, il momento in cui una persona acquisisce una nuova competenza coincide proprio con quello in cui deve applicarla: mentre utilizza un software, affronta una richiesta di un cliente, gestisce una procedura o collabora con il proprio team.
È in questo spazio tra apprendimento e operatività che si inserisce il training on the job, un approccio che porta la formazione direttamente all’interno delle attività quotidiane e permette di trasformare il lavoro in un’occasione continua di apprendimento.
Che cos’è il training on the job
Con training on the job si indica un modello formativo basato sull’apprendimento durante lo svolgimento delle attività lavorative. La persona non acquisisce soltanto conoscenze teoriche, ma impara attraverso l’osservazione, la pratica, l’affiancamento e la sperimentazione in un contesto reale.
Il concetto può comprendere modalità differenti. Un nuovo collaboratore può, per esempio, essere affiancato da un collega più esperto, seguire una procedura guidata mentre svolge una determinata attività oppure avere accesso a contenuti formativi brevi nel momento in cui ne ha bisogno.
Questo approccio è particolarmente interessante perché riduce la distanza tra ciò che si impara e ciò che si deve fare. La formazione non rimane quindi un’attività isolata, ma diventa parte del flusso di lavoro.
Perché integrare la formazione nel lavoro quotidiano
Uno dei principali vantaggi del training on the job è la possibilità di rendere l’apprendimento più immediatamente applicabile.
Quando una competenza viene messa in pratica subito, il lavoratore può verificarne l’utilità direttamente nel proprio contesto operativo. Allo stesso tempo, eventuali errori o difficoltà possono diventare occasioni per intervenire con un nuovo approfondimento.
C’è poi un aspetto organizzativo importante. Nelle aziende, soprattutto quando i team sono numerosi o distribuiti su più sedi, non sempre è semplice fermare le attività per partecipare a sessioni formative lunghe. Integrare momenti di apprendimento nella giornata lavorativa permette di distribuire la formazione in modo più flessibile.
Il training on the job può inoltre essere utile per:
- accompagnare l’inserimento di nuove persone;
- aggiornare competenze e procedure;
- supportare l’adozione di nuovi strumenti digitali;
- trasferire conoscenze tra colleghi;
- consolidare competenze tecniche e operative;
- intervenire rapidamente quando emerge un nuovo fabbisogno formativo.
Non significa, però, eliminare la formazione strutturata. Piuttosto, significa affiancarla a occasioni di apprendimento che avvengono direttamente nel contesto professionale.
Training on the job e formazione continua: un connubio sempre più importante
La necessità di aggiornare continuamente le competenze rende questo modello particolarmente attuale.
Un dato recente dell’INAPP, contenuto nel XXV Rapporto sulla Formazione Continua in Italia presentato nel luglio 2026, mostra che nel 2024 i progetti di formazione continua hanno coinvolto oltre 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, riportando la partecipazione ai livelli precedenti alla pandemia. Lo stesso rapporto evidenzia inoltre che, tra le imprese che dichiarano difficoltà nel reperire personale, il 37,1% attiva percorsi di riqualificazione e il 30,4% punta sull’aggiornamento delle competenze.
Sono dati che aiutano a leggere il training on the job in una prospettiva più ampia: quando le competenze necessarie cambiano rapidamente, non sempre è sufficiente cercare all’esterno le professionalità di cui un’organizzazione ha bisogno. Diventa importante anche sviluppare le competenze delle persone già presenti in azienda, attraverso percorsi che siano compatibili con il lavoro quotidiano.
La formazione continua è d’altra parte riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come strumento per migliorare la qualificazione e le competenze professionali degli adulti occupati, anche attraverso i Fondi interprofessionali e il Fondo Nuove Competenze.
Come progettare un training on the job efficace
Perché il training on the job funzioni, non basta semplicemente “imparare facendo”. È necessario progettare l’esperienza in modo che l’apprendimento sia intenzionale e collegato a obiettivi concreti.
Un primo elemento è l’individuazione delle competenze da sviluppare. Occorre capire quali attività devono essere svolte in autonomia, quali conoscenze sono necessarie e quali difficoltà potrebbero emergere durante il lavoro.
Successivamente è possibile costruire un percorso composto da elementi diversi: contenuti introduttivi, esercitazioni, affiancamento, momenti di confronto e materiali di supporto consultabili durante l’attività.
Anche il feedback ha un ruolo centrale. Una persona che sta imparando una nuova procedura ha bisogno di sapere non soltanto se ha completato correttamente un’attività, ma anche come migliorare il proprio approccio.
È inoltre utile prevedere momenti di verifica. Quiz brevi, simulazioni, checklist o attività pratiche possono aiutare a capire se la competenza è stata realmente acquisita e può essere applicata in autonomia.
Il ruolo delle piattaforme digitali
Le tecnologie per la formazione possono rendere il training on the job ancora più semplice da integrare nei processi aziendali.
Un LMS, per esempio, può raccogliere in un unico ambiente corsi, materiali di approfondimento, attività di verifica e risorse consultabili quando necessario. I contenuti possono essere organizzati in moduli brevi, così da permettere alle persone di accedere rapidamente all’informazione che serve senza interrompere a lungo la propria attività.
In questo scenario possono essere particolarmente utili anche il microlearning, i contenuti fruibili da dispositivi diversi, le procedure interattive e i sistemi di monitoraggio della formazione.
La piattaforma, però, non dovrebbe essere considerata soltanto come il luogo in cui “si fanno i corsi”. Può diventare un vero punto di accesso alla conoscenza aziendale, collegando formazione, attività operative e sviluppo delle competenze.
Dal corso al flusso di lavoro
Il valore del training on the job sta proprio nel superamento di una concezione della formazione come momento separato dalla quotidianità.
Un’organizzazione può progettare percorsi in cui una parte dell’apprendimento avviene attraverso corsi online strutturati e una parte attraverso l’applicazione pratica, l’affiancamento e il supporto durante il lavoro. In questo modo, la formazione diventa più vicina alle esigenze reali delle persone e dell’azienda.
La sfida consiste quindi nel progettare un ecosistema formativo in cui ogni strumento abbia una funzione precisa: il corso per costruire le basi, la pratica per consolidare le competenze, il feedback per correggere e migliorare, le risorse digitali per supportare il lavoro nel momento del bisogno.
Integrare la formazione nel lavoro significa progettare meglio l’apprendimento
Il training on the job non è semplicemente una modalità alternativa alla formazione tradizionale. È un modo per rendere l’apprendimento più vicino ai processi aziendali, alle attività quotidiane e ai bisogni concreti delle persone.
Per ottenere risultati efficaci, però, servono progettazione, strumenti adeguati e una piattaforma capace di accompagnare l’intero percorso.
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