Abbiamo già avuto modo di parlare dei numerosi meriti della gamification e dei serious games applicati alla formazione digitale. In questo articolo vogliamo soffermarci su una delle strategie forse più complesse, ma anche più potenti del game thinking: lo storytelling interattivo, ovvero la costruzione di simulazioni con scenari ramificati.
Cosa sono gli scenari ramificati
Durante lo svolgimento di un corso c’è sempre bisogno di un momento dedicato a consolidare nella mente del discente le nozioni appena presentate. Di solito questo momento viene affidato a un esercizio, a un quiz o a una verifica delle conoscenze. Sono strumenti utili, ma quando l’obiettivo è favorire un apprendimento più attivo, coinvolgente e immersivo, esiste un’alternativa particolarmente efficace: utilizzare scenari e storytelling.
In questo caso, ai destinatari della formazione vengono presentati uno o più personaggi inseriti in una situazione da affrontare e risolvere. Lo scenario può essere più o meno realistico e può riprendere direttamente la realtà lavorativa degli utenti oppure essere costruito intorno ai temi trattati durante il percorso formativo. Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente possono essere utilizzati diversi elementi multimediali, come immagini, audio, video o realtà virtuale.
A questo punto il discente non si limita più a leggere o ascoltare dei contenuti, ma è chiamato a compiere delle scelte. Ogni decisione modifica la situazione presentata e può produrre conseguenze differenti, fino a condurre a esiti finali diversi. Durante il percorso, inoltre, l’utente può ricevere feedback intermedi e/o finali, che contribuiscono a spiegare gli effetti delle sue decisioni e a rafforzare l’apprendimento.
Più ampia è la rosa di scelte possibili, maggiore sarà il numero di conseguenze e di percorsi differenti che è possibile costruire. È proprio questa struttura a dare origine alla cosiddetta ramificazione degli scenari.
La realizzazione di un corso online basato sugli scenari ramificati è particolarmente utile quando è necessario formare i dipendenti a prendere decisioni strategiche, migliorare le proprie competenze comunicative, sviluppare capacità di problem solving oppure apprendere e applicare correttamente regole e procedure. Il valore di questa metodologia sta infatti nella possibilità di esercitarsi in una situazione simulata, senza limitarsi alla semplice acquisizione teorica delle informazioni.
Un elemento particolarmente interessante riguarda il ruolo delle metodologie esperienziali nella formazione digitale. Un recente approfondimento dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche) sottolinea come l’integrazione della formazione a distanza con strumenti come gamification, simulazione e realtà virtuale possa favorire una partecipazione più attiva e rendere l’apprendimento più coinvolgente e pratico. Secondo l’analisi, queste metodologie possono inoltre contribuire allo sviluppo delle capacità di problem solving, proprio perché permettono ai partecipanti di confrontarsi con situazioni e obiettivi concreti. È un approccio che si avvicina molto alla logica degli scenari ramificati, dove il discente non si limita a ricevere informazioni, ma deve prendere decisioni e verificarne le conseguenze. Leggi l’approfondimento INAPP sulla formazione a distanza.
Da dove iniziare per scrivere scenari ramificati
Per poter scrivere uno scenario realistico non è sufficiente avere capacità di storytelling. È altrettanto importante conoscere bene la materia trattata e comprendere il contesto nel quale l’utente dovrà muoversi. Per questo motivo, spesso, è utile coinvolgere un subject matter expert, o SME, cioè una figura con una conoscenza approfondita della materia.
Lo SME può contribuire alla creazione di personaggi realistici, alla definizione delle situazioni e alla costruzione delle diverse ramificazioni, utilizzando la terminologia e le dinamiche tipiche del settore di riferimento. Tutto deve essere progettato ad hoc per massimizzare il coinvolgimento e l’immedesimazione del destinatario.
In uno scenario ramificato, il personaggio scelto si trova davanti a diverse situazioni che deve risolvere e superare attraverso una serie di opzioni tra cui scegliere. Ogni scelta genera una conseguenza e, di conseguenza, un feedback. Il feedback non rappresenta un elemento estraneo al racconto, ma fa parte della storia stessa e aiuta il discente a comprendere perché la scelta effettuata sia corretta oppure sbagliata.
La progettazione di un esercizio di questo tipo comporta quindi un lavoro più articolato rispetto a quello necessario per un semplice quiz. È necessario scrivere contenuti sufficienti per offrire diverse opzioni, prevedere le relative conseguenze e costruire feedback coerenti con ogni possibile decisione.
Ogni nuova ramificazione può infatti generare una storia differente e richiedere ulteriori contenuti, dialoghi, situazioni e feedback. Ne deriva un processo di progettazione che può diventare complesso, ma che permette di costruire esperienze formative molto più vicine a quelle che gli utenti vivono realmente nel proprio ambiente di lavoro.
A cosa servono gli scenari ramificati nella formazione
L’apprendimento basato su scenari ramificati è un modo efficace per consolidare le conoscenze acquisite e, allo stesso tempo, mettersi alla prova. Il discente può immedesimarsi nel personaggio principale, valutare una situazione, scegliere come agire e osservare direttamente le conseguenze della propria decisione.
Questa modalità permette quindi di trasformare la formazione in un’esperienza maggiormente attiva, nella quale l’errore può diventare parte del processo di apprendimento e il feedback può aiutare a comprendere meglio le motivazioni che stanno alla base di una determinata scelta.
Le applicazioni di questa modalità di apprendimento sono tante:
- Mettere in pratica le informazioni apprese in contesti molto simili alla vita reale
- Migliorare la capacità di Decision Making e Problem Solving
- Sviluppare il proprio Pensiero Critico e applicarlo alle nuove conoscenze
- Incrementare motivazione e interazione durante il corso
- Esercitare abilità pratiche
Gli scenari ramificati risultano quindi particolarmente indicati quando il risultato della formazione non dipende soltanto dal ricordare una nozione, ma dalla capacità di applicarla nella situazione giusta, scegliendo il comportamento più appropriato.
Dagli scenari ramificati ai Serious Games
Nella gamification e nei serious games tutto è finalizzato all’aumento della motivazione: la sfida, gli indicatori di progresso, i risultati, l’estetica e molti altri elementi contribuiscono a rendere l’esperienza più coinvolgente. Ma non basta una simulazione a fare un serious game. Cosa vuol dire?
Tecnicamente, una simulazione è il modello di una porzione del mondo reale, un modello che rappresenta gli elementi più importanti e le relazioni che intercorrono tra loro. Ai fini della formazione, poniamo la simulazione in un determinato stato di partenza e chiediamo al discente di portarla a uno stato differente tramite specifiche operazioni: questo rappresenta il suo obiettivo.
Se l’obiettivo è stato scelto correttamente, per raggiungerlo il discente dovrà aver appreso e compreso le relazioni tra gli elementi della simulazione. Ed è proprio qui che la simulazione può diventare uno strumento didattico: l’utente non deve semplicemente ricordare un contenuto, ma deve dimostrare di aver compreso come utilizzarlo per raggiungere un determinato risultato.
Abbiamo quindi una situazione di partenza e un obiettivo da raggiungere. Se a questi elementi si aggiunge una storia, avremo tutti gli ingredienti che compongono uno scenario. Sullo scenario sarà quindi possibile innestare elementi e meccaniche di gioco, aumentando il livello di interazione e arrivando a creare un’esperienza maggiormente ingaggiante per i destinatari.
La differenza fondamentale sta quindi nella progettazione complessiva dell’esperienza. Una simulazione può rappresentare un ambiente o un processo, mentre un serious game utilizza anche dinamiche di gioco e motivazione per coinvolgere l’utente nel raggiungimento di un obiettivo formativo.
Un esempio?
Learning Solution, in collaborazione con Tiny Bull Studios, ha sviluppato PASSWORD1234, un videogioco di formazione sulla cybersecurity. Questo approccio innovativo è volto a fornire un’esperienza formativa coinvolgente e orientata alla pratica, utilizzando il format del gioco per simulare scenari di minacce informatiche.
I destinatari hanno l’opportunità di apprendere attraverso lo storytelling e attività altamente interattive, affrontando sfide e risolvendo problemi legati alla sicurezza dei dati in un ambito aziendale. Il format rende l’apprendimento più efficace grazie a un’esposizione dei contenuti avvincente e a esercitazioni divertenti, incoraggiando così la partecipazione attiva e migliorando la retention delle informazioni.
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